FOLLIE DALLA "SETTA" RADICALE: Aderente a TOCQUE-VILLE,aggregator dei blog liberali (www.tocque-ville.it) & The Euston Manifesto: per la sinistra vera:liberale,antitotalitaria.

Nome: Nevio Campolongo
Osservatore della realtà liberale italiana e di questo piccolo e strambo universo da "setta"che sono sti strambi radicali.
"Questi sono i miei principi.Se non vi piacciono, ne ho altri..." (Groucho Marx)
1972
Armi di attrazione di massa
Associazione Luca Coscioni
Calista
Camillo
EUSTON MANIFESTO
JimMomo
Leda
Left Wing
Radio Radicale
Tocque-ville La Città Dei Liberi
TRANSNATIONAL RADICAL PARTY
Wittgenstein
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Dieci anni fa usciva il primo numero del “Foglio” creatura infima e sublime di G.Ferrara. Ci ha scandalizzato con le sue battaglie culturali così lontane dalla sensibilità laicista secolarizzata,ha fustigato la stanchezza culturale dell'Europa e ci ha fatto anche parecchio godere.I corsivi perfidi di Marcenaro,le aggraziate nevrosi di Guia,gli scritti mai riletti di Buttafuoco,i testi “proibiti” pubblicati senza pudori (come Finkelkraut e Podoretz),le recensioni della divina M.Mancuso,gli editoriali-vignetta di Vincino,il numero “Ha vinto G.Bush” fatto ad occhi chiusi,un posto sempre libero per le follie radical-pannelliane,i neo-con per la prima volta non mostrificati dai vari Caretto e Zucconi. Tre righi dell’editoriale in pagina tre valgono quanto dieci anni di Scalfari.
Molto chiacchierate le notizie per la quale l'attuale maggioranza avrebbe approvato un emendamento sulla droga per il quale si va in galera con 5-6 spinelli. In realtà tutto da verificare. Eppure c'è ancora chi si rifiuta di ascoltare tossicologi e comunità di recupero che ribadiscono da tempo che è stata proprio l’equiparazione fra droghe leggere e pesanti a portare molti dagli spinelli all’eroina,perché “tanto non fa più male di una canna” . La droga e la "cultura" del drogarsi provocano disastri. Ma il proibizionismo irragionevole non offre migliori speranze.
Ora che il giorno della memoria è passato e le polemiche di Piperno e Luzzatto archiviate,è possibile con più calma fare alcune considerazioni sul negazionismo.Il negazionismo classico,che bolla come invenzione e strumentalizzazione l’olocausto ebraico continua a fare proseliti, in particolare sulle masse arabe sottoposte a massiccia propaganda fondamentalista ed incitamento all’odio. Odierne varianti negazioniste al contrario ammettono la realtà storica e le dimensioni della Shoah,ma non la sua gravità morale.Lo stesso Ahmadinejad,nel massimo della sua “acrobatica” moderazione,ha sostanzialmente ribadito che l’islam non deve essere pedina di scambio per la causa sionista: dell’olocausto,se fu,devono accollarsi gli europei concedendo una loro contea agli israeliani.L’operazione,più sottile e subdola,è di mettere sullo stesso piano di altri –veri e presunti- massacri e genocidi avvenuti nella storia,e di ridurre quello ebraico a pura esagerazione e strumentalizzazione per fini patriottici,o nel peggiore dei casi,imperialisti. Quanti morti ha causato la colonizzazione dei paesi arabi da parte degli occidentali,quanti palestinesi massacrati nell’occupazione israeliana,di loro nessuno parla.Qui riemerge il rigurgito antisemita: il loro olocausto ha maggiore risalto etico,oltre che visibilità mediatica,perché gli ebrei comandano il mondo,hanno in mano l’economia e la finanza planetarie,sono il piccolo Satana che manovra il grande Satana statunitense.E così,se al vecchio antisemitismo da naziskin si aggiunge quello nuovo,l’antisionismo, vengono fuori varianti negazioniste. E l’Europa ,come sempre,più esposta alla fascinazione.
Il mio viaggio nell'universo rosapugnista traccheggia artificialmente prima della prevista eutanasia post-elettorale,ma lancio comunque l’S.O.S. Qualcuno chiami un consulente elettorale ,uno qualunque,anche quelli di Bob Dole o Le Pen. L’Unione che crede di vincere le elezioni di rendita e non fa più politica da mesi. Pubblica un programma -brodino di 250 pagine che elude tutti i nodi più spinosi .Grida al complotto sulle Opa,ritorna sull’arma segreta – il partito democratico – ma poi la ri-sotterra. Capezzone che con il manifesto della Bonino s’è fatto dare del maschilista dalla Santanchè. Silvio che si gioca la carta Unipol come Taormina ha fatto con Cogne.In tutto questo,torna su Raidue la mia preferita,Anna