FOLLIE DALLA "SETTA" RADICALE: Aderente a TOCQUE-VILLE,aggregator dei blog liberali (www.tocque-ville.it) & The Euston Manifesto: per la sinistra vera:liberale,antitotalitaria.

Nome: Nevio Campolongo
Osservatore della realtà liberale italiana e di questo piccolo e strambo universo da "setta"che sono sti strambi radicali.
"Questi sono i miei principi.Se non vi piacciono, ne ho altri..." (Groucho Marx)
1972
Armi di attrazione di massa
Associazione Luca Coscioni
Calista
Camillo
EUSTON MANIFESTO
JimMomo
Leda
Left Wing
Radio Radicale
Tocque-ville La Città Dei Liberi
TRANSNATIONAL RADICAL PARTY
Wittgenstein
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D.R.26
Qualche appunto disordinato:Secondo Mannheimer in 4 regioni i radicali potrebbero essere decisivi. Ne siamo convinti sebbene Mannheimer sia un tipo che parla fino ad un mese dall’elezioni ,poi scompare e riappare dopo:<<Nell’ultimo mese è cambiato tutto>>(L.Crespi).Prodi ha l’amaro in bocca.Ha inaugurato questa strana creatura multiforme che è la FED ,nel tentativo di imbrigliare le componenti estreme al comando riformista.Ma la cerimonia l’hanno silenziosamente rovinata sti rompiballe dei Radicali,che continuano a premere per un accordo.Tutti bisbigliavano del mancato accordo scartabellando i dati di Mannheimer mentre si mangiavano le mani. Rischia poi il centrosinistra,smanioso di conquistare il Lazio, acconsentendo a lasciarsi scappare i Radicali perché da Oltretevere hanno fatto pressioni facendo intendere che Storace è il candidato gradito.
Grande confusione sotto e sopra il cielo, insomma.
Sofri dixit
"Luca Coscionì non è un emotivo simbolo di partito, almeno non per me, che sentii parlare da lui — da quella sua voce — per la prima volta delle possibilità offerte dalla ricerca sulle cellule staminali, embrionali e no, che lo conobbi come un militante impegnato sulle ardue questioni della libertà e dei limiti della scienza e della cura, e come un autorevole candidato, per esempio, a far parte di quel Comitato bioetico dal quale fu viceversa escluso con argomenti che mi apparvero pretestuosi. La ragione vera, mi parve, era in una sua ruvidezza scorbutica: un cattivo soggetto. Se tu, Foglio, avessi ragione, Coscioni potrebbe essere un capolista nonostante la sua malattia, e non anche per aver fatto un suo uso della malattia. Intanto, penso questo: che l'offesa inferta alla carità cristiana dal veto al nome di Luca Coscioni costerà ai suoi autori più di un referendum perduto".
Dubitiamo dell'esito referendario che Sofri preconizza, ma sul resto, di certo c'è da riflettere...
d.r. ,in affanno
L’incontro/scontro di stamane si è interrotto per sfinimento delle due parti. Gli ostacoli rimangono ancora inevasi,entro stasera si dovrebbe decidere (in un senso o nell’altro).Ci si rivede al prossimo round di oggi pomeriggio.
D.R.23 – Battibecchi e tatticismi
I militanti,preoccupati e divisi, sperano che l’incontro di stamattina con i leader dell’Unione concretizzi l’accordo. Mentre i cattolici dell’UDC brindano perché quei rompiballe dei radicali se li devono sorbire gli altri,l’incontro di ieri non trasmetteva entusiasmo contagioso.Sebbene l’accordo sembri in dirittura d’arrivo, il documento stitico che ne è venuto fuori è striminzito.
Prodi convitato di pietra aveva una faccia di quello che vuole evitare a tutti i costi accordi che facciano allontanare i cattolici.
L’Unione spinge perché i radicali facciano la scelta di campo antibelusconiana( e la Bonino rispolvera vecchi adagi:” Che i rimasugli della DC ci chiedano di dichiararci contro la partitocrazia fa ridere” ) ma in realtà Prodi vuole evitare che i radicali chiamino le loro liste “Radicali-L.Coscioni”,sovrapponendo la battaglia referendaria con le regionali.
Bisogna riflettere sull'uso del corpo, sulla battaglia in prima persona di Coscioni,il cui corpo martoriato dalla malattia è il simbolo ambivalente delle responsabilità di chi nega la speranza della ricerca, ma anche della strumentalizzazione dei corpi, e delle emergenze.
And the winner is…L’Unione?
Ancora si temono in area radicale gli ultimi “colpi di coda” che facciano saltare l’accordo,ma sembra fatta.L’Unione annuncia un documento nel quale, nonostante i vari distinguo, promette un’ “apertura” verso la possibilità di un accordo con i Pannelliani. Rimangono ancora sul tavolo le difficoltà tecniche per la presentazione delle liste,eppure la preoccupazione degli unionisti è una sola:”Su Pannella,o ti dichiari antiberlusconiano, o vai a casa”. Forse perché si teme che dopo le regionali i radicali scappino nella CDL…In attesa di un prossimo incontro risolutore,Pannella frenetico non si entusiasma all’idea di un matrimonio “eterno” magari celebrato da Ruini e Sodano:”Subito concludere l’intesa per vincere le elezioni”. Come ironizzava “Europa”, il giornale della margherita variamente pensieroso sull'alleanza, il loro incubo potrebbe realizzarsi: l’Unione pagherà ai radicali vitto,alloggio, e darà loro la paghetta settimanale.
(d.r. di attesa)
E’in svolgimento la riunione dei leader dell’Unione e il fronte antiradicale sembra folto quanto quello antiberlusconiano.In realtà i radicali per assurdo possono, in senso negativo, costituire uno dei pochi collanti del centrosinistra.La profezia di A.Sofri –“l’alleanza con la GAD è troppo giusta,è per questo che non si farà” -già nel d.r. 10, è una presenza irritante. La classifica dei più ottimisti:
4) Castagnetti:”Noi della Margherita siamo contrari,perderemmo il 2%”
3) Rosi Bindi:” Dai radicali ci divide tutto”
2) Mastella/1:”Se vogliamo perdere le elezioni,chiamiamo Pannella”
1) Mastella/2:”Un accordo con i radicali è puro gusto del suicidio”
Premio della giuria:Arturo Parisi,che rifiutando accordi solo elettorali come l’ “ospitalità” così chiarisce i suoi pensieri con testuali parole:
” Il come" e il "quanto" intorno ai quali si e' lavorato finora sono importanti, ma il 'se' e' ancora in attesa di un "perché" ”.
D.R.22
Fallisce un estremo tentativo con la Cdl: Bossi, dal letto d’ospedale ma lucido come sempre, non si piega alle richieste di Silvio, inducendo Pannella a scodinzolare con i leader dell’Unione. Fassino e D’Alema mostrano aperture timide eppure incoraggianti, ma Prodi non vince le ritrosie scrutando, da aruspice emiliano, nelle viscere delle mortadelle il destino che i radicali gli riserverebbero. La Bonino, che pure spera nell’Unione, sa che il tempo disponibile ormai è concluso e ammonisce:
<<Mi pare proprio che se si lasceranno marciare le cose in questa direzione, significherebbe lasciarle marcire».